Storia dell’Uganda

 

La leggenda circa l’origine del nome “Uganda” è riportata da John Hanning Speke. Uganda era il nome di un cacciatore prodigioso proveniente da Unyoro: era un uomo povero che cacciava per procurare il cibo alla sua famiglia ed era talmente abile che ben presto fu capace di sfamare tutto il popolo; fu chiamato anche Kimera, il primo re del Buganda. 

All’arrivo degli europei, vi erano 3 regni principali: Baganda, Kitara e Taragwe, formatisi all’incirca intorno al XVI secolo; le fonti riguardanti la storia precedente sono molto scarse, essendo costituite solo da tradizioni orali, ma fanno supporre che non vi fossero strutture politiche complesse. I nilo-camitici non formarono mai regni poiché erano (e in parte sono tuttora) nomadi, e perché l’area da essi occupata, l’est del paese, mal si presta all’agricoltura.

Tra il 1849 e 1855 alcuni missionari protestanti tedeschi riportarono in Europa la notizia di una terra di grandi laghi e montagne innevate, ma fu la prima documentazione certa dell’arrivo di un europeo in Uganda fu quella dell’italiano Giovanni Miani: era il marzo 1860.

Nel 1857 gli esploratori inglesi John Hanning Speke e Richard Francis Burton iniziarono una spedizione che avrebbe condotto nel 1862 Speke e James August Grant a scoprire le sorgenti del Nilo e ad incontrare poco dopo Mutesa, il 30° re dei Buganda.

Negli anni successivi inglesi, tedeschi e belgi cercarono di assicurarsi il controllo della regione dell’alto Nilo. Nel 1884-1885, al Congresso di Berlino, le grandi potenze europee si spartirono l'Africa e, dopo alterne vicende, nel 1893 Sir Gerald portal issò l’Union Jack a Port Alice (ora Entebbe); nel 1984 fu istituito un Protettorato di Sua Maestà britannica sul regno che si estendeva a nord fino al Nilo Vittoria, a est fino alla città di Tororo e a ovest fino a Rwenzori e ai monti Virunga. La Imperial British East Africa Company ottenne il diritto di sfruttare le risorse del paese avute in concessione e di ingerire negli affari interni del regno Baganda: formalmente il kabaka conservava il potere, ma di fatto il potere era in mano agli inglesi, che usarono i Baganda come strumento del loro espansionismo verso il nord.

In quegli stessi anni i missionari cristiani giusero in Uganda. I commercianti arabi avevano portato in Buganda la bigamia e lo schiavismo, contro cui si batterono sia i protestanti della Church Missionari Society sia i Padri Bianchi cattolici francesi, anche se spesso in conflitto tra loro. Una delle figure più eminenti della lotta allo schiavismo fu il beato Daniele Comboni, che operò proprio nella metà del XIX secolo, principalmente in Sudan.

Nel 1885-87 il kabaka (re) dei Baganda, Mwanga, avviò una persecuzione anti-cristiana di cui furono vittime anche Carlo Lwanga e i suoi 21 compagni, tra cui Kizito, il più giovane: la Chiesa li venera come Santi e la loro memoria ricorre il 3 giugno.

Dopo oltre mezzo secolo la decolonizzazione investì anche l’Uganda e furono fondati alcuni partiti, tutti a direzione Baganda, tra cui il tradizionalista Kabaka Yekka; il primo leader non Baganda fu Apollo Milton Obote, un Lango, a capo dell’Uganda Peoples Union, che divenne il Primo Ministro in occasione dell’indipendenza, il 9 ottobre 1962, mentre il kabaka dei Baganda fu nominato formalmente Capo dello Stato.

Obote aveva ereditato un paese con molte risorse e, potenzialmente, un grande avvenire. Gli inglesi avevano lasciato le infrastrutture necessarie, tra cui il sistema scolastico (la Makerere University e il Mulago Hospital erano famosi anche al di fuori dell’Africa), ma anche le condizioni che avrebbero condotto da lì a pochi anni alle interminabili guerre civili e alla devastazione del paese; l’espansionismo inglese del XIX secolo e la volontà di riunire sotto un’unica autorità -la loro- etnie diverse per origine, storia, lingua e cultura, unite alla bellicosità e allo scarso rispetto della vita, avevano infatti creato quel melting pot di etnie, religioni e idee politiche che sarebbero letteralmente esplose nella seconda metà degli anni ’60, e negli anni ’70 e ’80.

L’anomala alleanza tra l’UPC e il KY Buganda non durò a lungo e, nel 1966, Obote scacciò il kabaka e abolì il regno Buganda con la sanguinosa battaglia di Mengo. Il ruolo dell’esercito nel mantenimento del potere divenne sempre più essenziale e il 25 gennaio 1971 il generale Idi Amin Dada, capo delle forze armate, prese il potere poco dopo le sue formazioni paramilitari iniziarono il massacro di Acholi e Lango, colpevoli di avere appoggiato Obote. Dopo una prima fase di apparente, cauta apertura all'occidente, la politica estera diventa decisamente filo-araba e filo-sovietica: espulse dal paese israeliani, indiani e inglesi, e ciò costituì un duro colpo per la già fragile economia dell’Uganda, dove la gran parte delle attività commerciali era gestita da indiani. Nel 1978, in un disperato tentativo di recuperare credito dell’opinione pubblica, invase il nord della Tanzania, con lo scopo di attaccare i dissidenti ugandesi ivi rifugiati. Tale iniziativa fu un tragico errore e nell’aprile le truppe tanzane e dei dissidenti ugandesi entravano a Kampala.

Seguì un periodo confuso nel quale Yusuf Lule fu nominato presidente ma rimase al potere soltanto per due mesi. Godfrey Binaisa prese il suo posto ma fu deposto 11 mesi dopo da un colpo di stato militare che portò al potere Paul Muwanga. Alla fine del 1980 si tennero finalmente le elezioni e Obote, ritornato dall’esilio, vinse ma, una volta conquistato il potere, si dedicò alla vendetta contro coloro che avevano appoggiato Amin.

Nel 1986 tuttavia Obote fu destituito dagli stessi Acholi che inizialmente lo avevano appoggiato e il 29 gennaio Yoweri Kaguta Museveni, leader del National Resistance Army, che aveva combattuto contro Obote, conquista il potere e viene proclamato presidente, carica che egli detiene tuttora.

Una situazione di guerra civile è tuttavia ancora presente nel nord e nel nord-est del paese, specie in Acholi, dove bande di ribelli combattono contro le forze governative.

Negli anni ’80 e ’90 l’Uganda ha dovuto affrontare il dramma dell’AIDS.

 

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